Perché scrivere a mano vi fa più svegli
Scena classica:
"Magister, ma perché devo ancora scrivere in corsivo? Tanto è tutto sul PC!".
Domanda onesta. Risposta secca: perché il cervello non è una tastiera.
La mano pensa con voi
Al computer le dita fanno sempre lo stesso gesto.
Con la penna, invece:
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ogni lettera ha una forma,
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ogni parola un ritmo,
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ogni frase un passo.
Quando scrivi a mano, il cervello lavora di più:
memorizzi meglio, ti concentri di più, sei meno in “pilota automatico”.
È una piccola palestra mentale.
Perché proprio il corsivo?
Il corsivo è scomodo… ed è proprio questo il bello.
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Le lettere si collegano: impari a tenere insieme le cose.
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La mano scorre: il pensiero impara a non spezzarsi ogni due parole.
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Lo stile è solo tuo: inclinato, teso, rotondo… è una firma interiore.
Non è solo “bella grafia”: è educazione all’ordine dentro la testa.
“Ma io scrivo più veloce al PC”
Certo. Il PC è perfetto per rifinire, stampare, condividere.
Ma per pensare davvero, la penna resta imbattibile:
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ti obbliga a scegliere cosa scrivere;
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ti fa vedere le correzioni, i tentativi, le idee;
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rallenta il gesto, ma accende la mente.
Digitare è come scattare in auto; scrivere a mano è camminare: vedi il paesaggio, non solo l’arrivo.
Non fatevi rubare la calligrafia
Tutto oggi è standard: font, emoticon, layout.
La tua scrittura, no. È unica.
Un giorno un quaderno dirà di te molto più di mille chat:
la fretta, la rabbia, la gioia, le frasi cancellate.
È memoria viva, non un file perso in una cartella.
Un esercizio semplice
Niente eroismi: 5 minuti al giorno, ma tutti i giorni.
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una citazione copiata in corsivo;
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tre righe di diario la sera;
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una breve poesia riscritta a mano.
Lo fai per te, non per l'insegnante di turno.
Il mondo resterà digitale, va bene così.
Ma tra uno schermo e un foglio puoi ancora scegliere di essere presente, non solo connesso.
Prendi una penna. Il resto, piano piano, lo fa il cervello.
Il Magister
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