
È arrivato il momento, nella vita di una città come Vignola, in cui le parole non bastano più.
Quel momento, infatti, giunge quando i dati, i fatti e la percezione collettiva cominciano a convergere.
Vignola è entrata in quel momento.
Non lo dimostra un video isolato, non amplifica un post sui social, non lo sostiene una voce di parte.
Lo attestano i numeri. Lo confermano i cittadini. Lo suggerisce, con crescente evidenza, il clima che si respira nelle strade.
E soprattutto, lo impone il diritto.
Il punto di partenza: i dati non sono opinioni
I rilevamenti parlano chiaro:
- quasi il 70% dei cittadini si dichiara insoddisfatto della sicurezza
- il tema sicurezza è percepito come prioritario dal 59%
- circa il 60% ritiene che la città stia peggiorando
Non si tratta di slogan ma di indicatori di una frattura: tra amministrazione e comunità.
A questi si affiancano episodi sempre più frequenti segnalati dai cittadini:
- furti e tentati furti
- vetrine infrante nel cuore del centro
- bivacchi
- ubriachezza molesta
- gruppi giovanili fuori controllo
Presi singolarmente, possono apparire episodi.
Considerati nel loro insieme, delineano un fenomeno urbano strutturato.
E quando un fenomeno si stabilizza, non è più emergenza: è questione di governo.
Il nodo giuridico: ciò che il Sindaco deve sapere (e non può evitare)
È qui che cade l’alibi più ricorrente:
Affermarlo in termini assoluti è giuridicamente inesatto.
La sicurezza pubblica, in senso stretto, è competenza statale.
Ma la sicurezza urbana – ossia la qualità concreta della vita nelle città – coinvolge direttamente il Sindaco.
Il Testo Unico degli Enti Locali (art. 54) attribuisce al Sindaco, quale ufficiale del Governo, il potere-dovere di adottare ordinanze contingibili e urgenti per prevenire e contrastare situazioni che minacciano la sicurezza urbana.
L’art. 50 TUEL gli consente di intervenire su:
- degrado urbano
- vivibilità
- decoro
- disturbi alla quiete pubblica
- orari e condizioni di esercizio di attività
Il decreto-legge 14/2017 definisce la sicurezza urbana come un bene pubblico, legato alla coesione sociale, alla legalità e alla qualità della vita.
Tradotto senza ambiguità:
- il Sindaco non è spettatore.
- il Sindaco è titolare di responsabilità operative.
Le ordinanze, tuttavia, non si esauriscono nella loro emanazione: se non vengono applicate e fatte rispettare, cessano di essere strumenti di governo e si riducono a mera formalità.
Il caso emblematico: le telecamere che non vigilano
A rendere ancora più fragile il quadro vi è un elemento tecnico che assume rilievo politico:
un sistema di videosorveglianza non pienamente funzionante.
Su 110 telecamere installate:
- in alcuni momenti ne risultano operative circa la metà
- mediamente, una quota significativa è inattiva per problemi di rete
Un sistema così configurato è:
- instabile
- non continuo
- parzialmente inefficace
La videosorveglianza ha senso solo se è costante e affidabile.
Diversamente, non svolge né funzione preventiva né funzione probatoria.
Una telecamera non funzionante non è neutra:
è un vuoto di controllo.
Ne consegue una domanda inevitabile:
può dirsi garantita la sicurezza urbana quando gli strumenti predisposti risultano intermittenti?
La libertà che si ritira: il diritto delle donne alla città
Vi è poi un segnale più profondo, meno visibile ma più rivelatore.
Non compare nei grafici, ma attraversa le coscienze.
È la paura delle donne di camminare sole.
Sempre più spesso, a Vignola, ragazze e donne modificano le proprie abitudini:
- evitano di uscire sole la sera
- scelgono percorsi più lunghi ma illuminati
- accelerano il passo al rientro
Non è semplice prudenza.
È limitazione della libertà personale.
Qui il problema muta natura.
Non siamo più soltanto nel campo della sicurezza urbana.
Siamo nel campo dei diritti fondamentali.
Una città è davvero sicura quando una donna può attraversarla senza sentirsi esposta, senza dover negoziare la propria libertà con la paura.
Il resto è amministrazione.
Questo è civiltà.
L’ombra fisica: quando il buio diventa complice
A questo quadro si aggiunge un elemento strutturale:
l’insufficiente illuminazione di diversi quartieri.
Il buio, nello spazio urbano, non è mai neutrale.
Il buio:
- riduce la percezione di sicurezza
- facilita la microcriminalità
- amplifica l’isolamento
L’illuminazione pubblica non è un dettaglio tecnico.
È una infrastruttura di sicurezza primaria.
Illuminare significa:
- presidiare
- prevenire
- restituire spazio alla comunità
Una strada non illuminata è, di fatto, una strada sottratta.
La responsabilità: politica, amministrativa, morale
Non si tratta di responsabilità penale.
Si tratta di responsabilità pubblica.
Il Sindaco:
- non esercita funzioni di polizia giudiziaria
- ma esercita funzioni di governo del territorio
Può:
- rafforzare il presidio della polizia locale
- intervenire su degrado e illuminazione
- adottare ordinanze mirate
- garantire il funzionamento dei sistemi tecnologici
- coordinarsi con Prefettura e forze dell’ordine
Può, soprattutto, riconoscere il problema.
Negarlo, ridimensionarlo o rifugiarsi in una responsabilità meramente formale, limitata alla sola adozione di provvedimenti non adeguatamente attuati o monitorati, equivale, nei fatti, a consentirne il consolidamento.
Il punto morale: la fiducia prima della sicurezza
Una città non perde sicurezza solo quando aumentano i reati.
La perde quando i cittadini smettono di sentirsi protetti.
Quando una donna cambia strada per paura, quando un commerciante teme per la propria vetrina, quando un cittadino evita uno spazio pubblico, allora il problema è già presente, anche prima delle statistiche.
La sicurezza è un equilibrio fragile tra realtà e percezione.
E la percezione, quando diventa diffusa, è già realtà politica.
Conclusione: ciò che non si può più dire
Non si può più dire:
“Non è mia competenza.”
Perché non è vero nella sua interezza.
E perché non è più sufficiente.
Si può dire, invece:
“Non tutto è nelle mie mani, ma ciò che è nelle mie mani funzionerà.”
Questo è il discrimine tra amministrare e governare.
La sicurezza non è uno slogan.
È una funzione continua.
È fiducia, affidabilità, presenza costante sul territorio e tra la gente.
E quando anche solo una parte della comunità rinuncia alla propria libertà per paura, allora non è solo la sicurezza ad essere in discussione.
È la qualità stessa della vita civile.
E su questo, nessuna amministrazione può permettersi di essere assente.